Perciaccante (Ance): "Regione non usi fondi destinati Comuni"

"Le recenti determinazioni adottate dalla Giunta regionale nei confronti dei Comuni inadempienti con il pagamento dei canoni idrici, rischiano di mettere in serio pericolo la tenuta economica e sociale della nostra regione e del nostro sistema imprenditoriale. L'idea di voler procedere a compensare i debiti di numerosi comuni della Calabria con le somme, a qualsiasi titolo dovute e da erogare agli stessi, da parte della regione, tende a riversare sulle sole spalle delle imprese, inefficienze, cattiva gestione ed intollerabile leggerezza nell'amministrazione della cosa pubblica". Lo sostiene il presidente di Ance Calabria, Giovan Battista Perciaccante, in relazione, e' detto in una nota, "a quanto sta avvenendo in questi giorni con la sospensione dei trasferimenti finanziari dalla Regione agli Enti locali".

"Basta continuare a far pagare - prosegue Perciaccante - sempre alle imprese, soprattutto quelle edili, problematiche e responsabilita' fortemente censurabili e chiaramente identificabili". "La problematica aperta - e' detto in un comunicato - riguarda gli oltre 266 milioni di euro di crediti nei confronti dei comuni iscritti nel bilancio regionale e sui quali la sezione regionale della Corte dei Conti ha sollevato perplessita' e dubbi circa la certa esigibilita'. Si tratta di crediti maturati nel corso di piu' di un trentennio e sul recupero dei quali, evidentemente, poco o nulla e' stato fatto nel tempo". "Deve essere chiaro - sottolinea Perciaccante - i comuni inadempienti hanno l'obbligo e l'impellenza di dover regolarizzare le proprie posizioni amministrative cosi' come la regione ha legittimamente l'obbligo di procedere per il soddisfacimento dei propri crediti. Ma non e' accettabile che lo si faccia con questo sistema che scarica le inadempienze politiche ed amministrative, non solo di carattere finanziario, non gia' sugli amministratori responsabili di questa situazione a qualsiasi livello istituzionale ma sulle imprese e sui cittadini". "Questo mancato trasferimento di risorse finanziarie - sostiene ancora il presidente di Ance Calabria - ha gia' prodotto un primo ed immediato effetto di interruzione dei pagamenti alle imprese da parte di molti comuni per le opere gia' appaltate ed in corso di realizzazione. Produrra' come secondo inevitabile effetto di rimbalzo anche il blocco delle opere di maggior valenza sociale come la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Oltre alle considerazioni sugli effetti nefasti di questa scelta, occorrera' valutare anche il profilo della legittimita' del provvedimento per queste ragioni, abbiamo ritenuto opportuno di scrivere al Governatore della Calabria investendo sia il Presidente del Consiglio dei Ministri che il Ministro delle Finanze per cercare di capire attraverso quali altri strumenti e' possibile uscire da una situazione tanto grave quanto sottovalutata soprattutto negli effetti verso i cittadini, le imprese ed il sistema economico complessivo".